Saturday, 03 March 2012 22:58
Raffaele Lillo
Politics -
News
Cosa hanno in comune il Gasparri Sitaxi e i Notav (aggiungerei anche Notai e sottobraccisti vari)? L’espressione di un’Italia brutta, immobile, parziale, vecchia. Un modo di fare che ricorda quanto abbiamo consapevolmente deciso di lasciarci alle spalle quando abbiamo siglato, figurativamente, il contratto sociale. In effetti, siamo il risultato di un processo evolutivo, e alcuni istinti di sopravvivenza, egoistici per definizione, ci sono così propri da rimanerci attaccati, pur nel “nuovo” set up sociologico scelto. E così l’uso della forza (fisica, sociale o finanziaria che sia) per far prevalere le proprie elitarie ragioni non è l’eccezione che conferma il nostro modo di organizzarci socialmente, ma la regola. Tanto che più di qualcuno pensa che sarebbe giusto rendere il tutto trasparente, regolamentandolo.
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[..] If you can meet with Triumph and Disaster And treat those two imposters just the same; [..]
Can you?
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Da una riflessione sulle abitudini delle ragazze su Meetic. Cos'è? Esiste?
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Chi mi conosce sa che io non amo parlare di calcio (non è vero) e non amo per nulla questo sport che non reputo uno sport (non è vero): in questo caso, però, mi trovo costretto dalle polemiche di questi giorni ad esprimere il mio parere sulla persecuzione che si sta abbattendo sull'Inter (non è vero).
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Sunday, 21 February 2010 11:57
Nick Quick
Se si tratta di uno show deve avere le caratteristiche di un show e quindi deve essere brillante, vivace con ritmo elevato. Se invece è una dolce ninna nanna allora ditelo. Togliete le canzoni. Lasciate solo "Le Tagliatelle di Nonna Pina". Basta quella come musica.
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Il motivetto-intro che apre Sanremo 2010 da già tre sere è un "omaggio" (secondo il maestro Sabiu) ai Sigur Ros, per noi è un palese plagio. Si perchè omaggiare un gruppo non significa copiarne il motivetto... no?
http://www.youtube.com/watch?v=kZQG4lZKHzs&feature=player_embedded
Quando ho letto l’intervista a Morgan dove Morgan diceva che il crack è un antidepressivo e che fa bene, ho staccato il portatile dall’alimentazione, l’ho preso, sono andato di là da Ema e le ho detto: “Ah ah! Morgan è un grande!”, e questo non perché io consumi o intenda consumare crack o droghe di altro genere, ma perché le interviste sono sempre tutte così standard e i personaggi famosi tutti così standard e tutto è tutto così standard che a uno gli passa veramente la voglia, e per me, più che l’educazione delle giovani menti (diciamo così) di questo paese, conta la mia noia, la mia noia o la mia assenza di noia, è questo il vero ago della bilancia della mia vita e, siccome io sono il perno fenomenico dell’intera Realtà, si può dire senza tema di smentita che la mia noia o la mia assenza di noia è l’ago della bilancia dell’intero pianeta.
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La Clerici delude. Di rosso fasciata non sa condurre un Festival. Anche il mio portiere è bravo a leggerci chi canta e cosa canta e chi ha scritto cosa si canta. Le canzoni deludono, tranne Cristicchi (per il testo) e Mengoni (per l'interpretazione). Morgan manca ed è banale ricorrere al suo Nome per fare audience. L'intro con Bonolis e Laurenti è un cavallo di troia. Ci ha mostrato che il Festival dell'anno scorso viaggiava ad una velocità doppio rispetto a questo targato Clerici. Sanremo è uno show nazional popolare, quindi è lo specchio della società. Portare Cassano, Dita, Susan Boyle significa ricercare qualcosa che manca e che deve venire non dagli ospiti ma da chi guida lo show. Gli autori sembrano gli stessi dell'anno scorso, ma la Clerici non ha lo sprint giusto. Molto meglio Pippo Baudo, ma anche Mike Bongiorno. La sua salma sarebbe molto più allegra.
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